Richieste e proposte
Questi sono i documenti che abbiamo presentato in questi anni:
-Stazione Fs e Viale Marconi 19.7.2010
-S.i.n.d.a.c.o.! 25.5.2010
- Parco attrezzato per l’educazione stradale 6.3.2010
- Osservazioni al P.A.T. del Comune di Rovigo 22.2.2010
- Proposta ciclabile via B. Tisi da Garofolo 20.2.2010 allegato
- Per il cicloturismo in Polesine 20.1.2010
- Ulteriore proposta Quartiere S. Pio X 12.1.2010 allegato
- Proposta Quartiere S. Pio X 28.12.2009 allegato
- Passerella sull’Adigetto 19.11.2009
- Via Badaloni alternativa 23.10.2009
- Lettera a Trenitalia Spa 16.10.2009
- P.T.C.P. della Provincia di Rovigo per una mobilità lenta
- Ponte sull’Adige 27.1.2006
- Proposta per Autostazione 26.1.2006
Per la mobilità ciclopedonale a Rovigo
“La sicurezza delle persone, nella circolazione stradale, rientra tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato (…) i provvedimenti attuativi s’ispirano al principio della sicurezza stradale, perseguendo gli obiettivi: di ridurre i costi economici, sociali ed ambientali derivanti dal traffico veicolare; di migliorare il livello di qualità della vita dei cittadini anche attraverso una razionale utilizzazione del territorio; di migliorare la fluidità della circolazione”.
(art. 1 del Codice della Strada).
Crediamo che favorire la mobilità ciclopedonale riduca l’uso delle auto con beneficio per i costi pubblici e privati, garantisca una vita più sana e una maggiore soddisfazione per tutti, cittadini e Amministrazione.
Evidenziamo però l’uso smodato delle auto che non si affronta con alcun piano o progetto adeguato. Mentre altre città stanno predisponendo il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, a Rovigo non è stato ancora attuato il Piano della Mobilità.
Le dimensioni del territorio consentirebbero facili alternative alle auto (dall’ospedale alla Tassina, dalla stazione ferroviaria al museo dei Grandi Fiumi sono sufficienti 10 minuti di bicicletta) ma non esistono percorsi ciclopedonali sicuri per raggiungere scuole, luoghi di lavoro, piazze, siti turistici e di pubblica utilità.
Segnaliamo che i tratti di pista ciclabile realizzati con le nuove urbanizzazioni sono inutili, costosi e fuori norma.
Le piste ciclabili realizzate in città non hanno “né capo, né coda”, come evidenziato nel 2005 dallo studio commissionato dal Comune di Rovigo all’Ing. de Beaumont “il sistema presenta delle discontinuità che impediscono di avere tracciati con caratteristiche di continuità e sicurezza desiderabili”.
Pertanto, CHIEDIAMO di:
1. Costituire un tavolo permanente con Enti, Associazioni, soggetti pubblici e privati con competenze su traffico e sicurezza stradale, al fine di favorire comportamenti corretti per la mobilità sostenibile.
2. Considerare l’utenza debole (pedoni e ciclisti) in tutte le nuove progettazioni fra cui il nuovo ponte di Boara P.
3. Progettare nuove piste ciclabili nel rispetto degli utenti, della legislazione vigente e delle esperienze italiane più significative. La massima cura deve essere posta nei collegamenti al fine di formare una rete in grado di attrarre l’utenza.
4. Prevedere nel progetto della nuova autostazione una struttura di accoglienza per le oltre 500 biciclette che attualmente non trovano adeguato ricovero nei pressi della stazione ferroviaria, degradando la piazza e i mezzi.
5. Portare a compimento il tracciato della pista Adige-Po che favorirà, oltre al movimento interno, le penetrazioni del turismo europeo grazie alla rete “Eurovelo”.
6. Istituire un vero ufficio bici ovvero un “Ufficio della Mobilità Ciclopedonale” in grado di offrire informazioni, servizi e consulenze concrete.
7. Favorire la percorrenza in sicurezza di tutti gli utenti delle rotatorie (sono i crocevia più pericolosi per i ciclisti) modellando gli ingressi con un rallentamento effettivo dei veicoli. Segnaliamo che in altre città sono state previste corsie dedicate sul contorno delle strutture.






